Archivi categoria: Opinione

L’inclusione delle donne è rilevante per la politica di sicurezza

Col SMG Stefan Holenstein, presidente SSU. ASMZ-edizione 04-2021

Da anni la Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) si batte per l’avanzamento delle donne e per un maggior numero di donne nell’Esercito. Il tema dell’inclusione delle donne non è solo rilevante per la politica di sicurezza, ma è anche importante e urgente per il futuro dell’Esercito di milizia. In questo contesto, la SSU accoglie con favore il rapporto recentemente pubblicato dal DDPS sull’aumento della percentuale di donne nelle forze armate.

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Comunicato stampa – L’inclusione delle donne – importante e urgente per il futuro dell’esercito di milizia!

Berna, 8 marzo 2021 – La Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) promuove attivamente da anni misure per la promozione delle donne nell’esercito. Considera il tema dell’inclusione delle donne non solo rilevante per la politica di sicurezza, ma anche importante e urgente per il futuro dell’esercito di milizia. Per questo ha lanciato il progetto “Forze armate e inclusione delle donne” alla fine del 2020. La SSU accoglie quindi con favore il rapporto pubblicato oggi dal DDPS nella Giornata Internazionale della Donna e le misure che contengono l’inclusione delle donne nelle forze armate.

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Per una migliore gestione delle crisi da parte della Confederazione

Col SMG Stefan Holenstein, presidente SSU. ASMZ-edizione 03-2021

Se un anno fa, all’inizio della pandemia, la Società Svizzera degli Ufficiali (ASMZ 05/2020, pag. 13) aveva attestato la capacità del Consiglio federale di affrontare le crisi, ora osserva con crescente preoccupazione la gestione delle crisi da parte della Confederazione come questa da mesi vacilla. Non è il sistema federale che ha fallito – al contrario per la SSU, come associazione federale, questo è un fattore di successo – ma la gestione dei rischi e delle crisi, un tempo esemplare a livello internazionale.

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Sfide 2021 per la SSU

Col SMG Stefan Holenstein, presidente SSU. ASMZ-edizione 01/02-2021

Nel 2020, le attività della Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) si sono concentrate sulla lotta contro la pandemia di Corona, le campagne e i referendum sull’acquisto di nuovi aerei da combattimento (NKF) e contro l’iniziativa sul materiale bellico. Le sfide della politica di sicurezza e dell’esercito nel 2021 non sono meno impegnative, e faremo tutto il possibile per gestirle insieme con lo stesso successo dell’anno scorso.

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No all’inutile e dannosa iniziativa sul materiale da guerra

Col SMG Stefan Holenstein, presidente SSU. ASMZ-edizione 12-2020.

L’iniziativa popolare „per un divieto del finanziamento dei fabbricanti di materiale da guerra“ del gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSoA), nuoce alla sicurezza sociale, economica e militare della Svizzera. La Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) ha deciso all’unanimità il NO al progetto in votazione e lotta unita per un chiaro rifiuto dell’iniziativa il 29 novembre 2020 .

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Comunicato stampa – Un chiaro NO all’iniziativa molto dannosa per il divieto di finanziare!

Berna, 30 ottobre 2020 – L’iniziativa «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» del GSsE (Gruppo per una Svizzera senza Esercito) danneggia la sicurezza sociale, economica e militaria della Svizzera. L’iniziativa metterebbe così a repentaglio la sicurezza della Svizzera. La Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) raccomanda quindi un chiaro NO all’iniziativa del GSsE il 29 novembre.

L’iniziativa «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» prevede che l’AVS, l’AI, l’IPG, le casse pensioni, le fondazioni e la Banca nazionale non possano più finanziare le imprese che realizzano oltre il 5% del fatturato con la produzione di materiale bellico. Le stesse condizioni varranno anche per le banche e le compagnie assicurative. Sarebbe quindi un attacco frontale alla nostra sicurezza sociale. Questo è preoccupante, anche alla luce delle note difficoltà che sta affrontando la previdenza per la vecchiaia.

L’iniziativa indebolisce non solo le casse pensioni ma anche le PMI e la Banca nazionale
Ma non sono interessate solamente le grandi imprese come Airbus, Boeing o RUAG. E molto peggio: Il divieto di finanziamento si applicherebbe anche a tutti i fornitori che producono solo singoli pezzi o assemblaggi di prodotti bellici. L’iniziativa si rivolge quindi a migliaia di PMI svizzere, che costituiscono la spina dorsale della nostra economia, e le criminalizza in modo arbitrario. Inoltre, la Banca nazionale sarebbe limitata nella sua libertà d’investimento, danneggiando così il franco svizzero e il nostro benessere. Infatti, la Banca nazionale si impegna a favore della stabilità dei prezzi e non deve essere controllata dalla politica.

L’iniziativa danneggia gravemente la sicurezza militaria
L’iniziativa danneggia gravemente anche l’esercito svizzero. La sovranità e la neutralità del nostro paese presuppongono che la capacità operativa dell’esercito sia garantita nella maniera più autonoma possibile. Questo perché la Svizzera non è membro di un’alleanza di difesa e non possiede il diritto di sostegno militare da parte di altri Stati. La Svizzera ha dunque bisogno di competenze nella produzione di armamenti. In caso contrario, la Svizzera dovrebbe acquistare queste attrezzature all’estero, diventandone sempre più dipendente. Sarebbe preoccupante se l’AVS, le casse pensioni e la Banca nazionale non potessero più investire denaro in imprese svizzere che contribuiscono all’adempimento del mandato costituzionale di difesa nazionale.

La Società Svizzera degli Ufficiali si schiera all’unanimità per un chiaro NO e raccomanda alle elettrici e agli elettori svizzeri di respingere l’iniziativa del GSsE.

L’Esercito prosegue rafforzato nella seconda metà del 2020

Col SMG Stefan Holenstein, président SSO. ASMZ-edizione 07-2020.

L’Esercito esce rafforzato dalla persistente crisi Corona. Col proprio impiego nel quadro di COVID-19, esso ha dimostrato di essere l’unica riserva strategica del Paese in mano al Consiglio Federale. Per la Società Svizzera degli Ufficiali (SSU), debbono ora essere tratte le corrette conclusioni dal profilo della politica di sicurezza e dell’Esercito. Approfittiamo di questa buona situazione iniziale !

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Comunicato stampa – Decisione deplorevole da parte del Parlamento!

Berna, 19 giugno 2020 – La Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) prende atto con grande rammarico del sorprendente rifiuto della revisione della Legge sul servizio civile (LSC) nell’ultimo giorno di seduta di oggi. Ciò significa che il Parlamento sta aprendo inutilmente un cantiere e sta quindi mettendo in discussione il precedente modello di successo di un esercito e di un sistema di milizia. La SSU si aspetta ora che il Consiglio federale e il Parlamento trovino nuove vie e soluzioni per uscire rapidamente da questa situazione di stallo.

La SSU si dice essere completamente sorpresa di apprendere della decisione del Parlamento di rinunciare all’inasprimento dello LSC con otto misure. Ciò conferma il diritto di fatto dei giovani svizzeri di scegliere tra il servizio militare e quello civile. La triade dei militari, della protezione civile e del servizio civile, che ha dimostrato il suo valore in linea di principio, è sempre più squilibrata. Le due organizzazioni iniziali di dispiegamento, le forze armate e la protezione civile, hanno dimostrato il loro valore in operazioni legati al COVID-19 con 5.000 militari e altrettanti del personale della protezione civile. Il servizio civile ha svolto solo un ruolo complementare in questo tipo d’impiego. Con la decisione di oggi, però, il problema degli effettivi si aggraverà ulteriormente sia per le forze armate che per la protezione civile.

Tuttavia, la SSU non vede solo gli effettivi messi in discussione, ma anche il modello di successo dell’esercito di milizia e del sistema di milizia in generale, tanto invidiato all’estero. Con la decisione odierna sullo LSC, il Parlamento lo mette indirettamente in discussione. Dal punto di vista della SSU, questo significa: fermare il tutto e analizzarlo di nuovo! Ci aspettiamo ora che il Consiglio federale e il Parlamento propongano nuove soluzioni e opzioni per il mantenimento del servizio militare generale obbligatorio ai sensi dell’articolo 59 della Costituzione federale, ancora valido dal punto di vista costituzionale.

Sia per Corona che per la difesa aerea: l’Esercito deve essere pronto !

Col SMG Stefan Holenstein, président SSO. ASMZ-edizione 06-2020.

Durante la crisi „Corona“, l’Esercito ha finora superato bene la prova storica. Qualcosa può ancora essere migliorato. Soprattutto però la crisi ci insegna che valga la pena essere pronti ad ogni eventualità. Anche per quanto concerne la difesa aerea. La Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) è pronta a combattere per la votazione circa gli aeroplani da combattimento il 27. Settembre 2020 ! Continua a leggere

Impiego „Corona“ – L’Esercito di milizia dimostra le proprie qualità !

Col SMG Stefan Holenstein, Presidente SSU

Sulla base della decisione del Consiglio Federale del 16.03.2020, l’Esercito ha mobilitato circa 3000 militi per il servizio di assistenza. Il Consiglio Federale può addirittura mobilitare fino a 8000 militi per il sostegno alle Autorità civili.
La SSU constata con soddisfazione: la mobilitazione parziale si è svolta in modo impeccabile ed il nostro Esercito di milizia ha finora adempiuto ai suoi compiti in modo encomiabile.

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