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Newsletter SSU II/20

Contenuto
1. Due importanti vittorie elettorali per la SSU il 27.09. ed il 29.11.2020
2. Piattaforma della politica di sicurezza ed il relativo dialogo
3. Grandi preoccupazioni per l’ulteriore sviluppo dell’Esercito (USEs) per i problemi di alimentazione di personale
4. La SSU rafforza le proprie strutture
5. Assemblea generale dei delegati SSU il 13.03.2021 a Delémont JU
6. Prossimi impegni e ringraziamento

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No all’inutile e dannosa iniziativa sul materiale da guerra

Col SMG Stefan Holenstein, président SSO. ASMZ-edizione 12-2020.

L’iniziativa popolare „per un divieto del finanziamento dei fabbricanti di materiale da guerra“ del gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSoA), nuoce alla sicurezza sociale, economica e militare della Svizzera. La Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) ha deciso all’unanimità il NO al progetto in votazione e lotta unita per un chiaro rifiuto dell’iniziativa il 29 novembre 2020 .

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Comunicato stampa – Un chiaro NO all’iniziativa molto dannosa per il divieto di finanziare!

Berna, 30 ottobre 2020 – L’iniziativa «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» del GSsE (Gruppo per una Svizzera senza Esercito) danneggia la sicurezza sociale, economica e militaria della Svizzera. L’iniziativa metterebbe così a repentaglio la sicurezza della Svizzera. La Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) raccomanda quindi un chiaro NO all’iniziativa del GSsE il 29 novembre.

L’iniziativa «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» prevede che l’AVS, l’AI, l’IPG, le casse pensioni, le fondazioni e la Banca nazionale non possano più finanziare le imprese che realizzano oltre il 5% del fatturato con la produzione di materiale bellico. Le stesse condizioni varranno anche per le banche e le compagnie assicurative. Sarebbe quindi un attacco frontale alla nostra sicurezza sociale. Questo è preoccupante, anche alla luce delle note difficoltà che sta affrontando la previdenza per la vecchiaia.

L’iniziativa indebolisce non solo le casse pensioni ma anche le PMI e la Banca nazionale
Ma non sono interessate solamente le grandi imprese come Airbus, Boeing o RUAG. E molto peggio: Il divieto di finanziamento si applicherebbe anche a tutti i fornitori che producono solo singoli pezzi o assemblaggi di prodotti bellici. L’iniziativa si rivolge quindi a migliaia di PMI svizzere, che costituiscono la spina dorsale della nostra economia, e le criminalizza in modo arbitrario. Inoltre, la Banca nazionale sarebbe limitata nella sua libertà d’investimento, danneggiando così il franco svizzero e il nostro benessere. Infatti, la Banca nazionale si impegna a favore della stabilità dei prezzi e non deve essere controllata dalla politica.

L’iniziativa danneggia gravemente la sicurezza militaria
L’iniziativa danneggia gravemente anche l’esercito svizzero. La sovranità e la neutralità del nostro paese presuppongono che la capacità operativa dell’esercito sia garantita nella maniera più autonoma possibile. Questo perché la Svizzera non è membro di un’alleanza di difesa e non possiede il diritto di sostegno militare da parte di altri Stati. La Svizzera ha dunque bisogno di competenze nella produzione di armamenti. In caso contrario, la Svizzera dovrebbe acquistare queste attrezzature all’estero, diventandone sempre più dipendente. Sarebbe preoccupante se l’AVS, le casse pensioni e la Banca nazionale non potessero più investire denaro in imprese svizzere che contribuiscono all’adempimento del mandato costituzionale di difesa nazionale.

La Società Svizzera degli Ufficiali si schiera all’unanimità per un chiaro NO e raccomanda alle elettrici e agli elettori svizzeri di respingere l’iniziativa del GSsE.

Comunicato stampa – Assemblea dei delegati SSU orientata alla votazione sugli aerei da combattimento

Berna, 5 settembre 2020 – Il capo del DDPS, la consigliera federale Viola Amherd, si è recata oggi, sabato, nella sala del mercato di Burgdorf BE, all’Assemblea dei Delegati della Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) per dare il via alla fase finale all’essenziale acquisizione dei nuovi aerei da combattimento e con il relativo voto del 27 settembre. Senza eccezioni, la SSU che da mesi ha investito molto nella campagna è stata ricettiva alla proposta.

La protezione e la sicurezza in Svizzera sono garantite da una rete professionale di polizia, guardie di frontiera, vigili del fuoco, ambulanze, protezione civile ed esercito sia a terra che in aria. Ogni singolo anello di questa catena di sicurezza è importante e richiede le competenze e le risorse necessarie per svolgere i propri compiti. “I nostri aerei da combattimento raggiungeranno la fine della loro vita utile al più tardi entro la fine del 2030 e devono essere sostituiti con urgenza”, ha sottolineato la Consigliera Federale Amherd agli ufficiali. “Semplicemente non ci sono alternative, e l’attesa non è un’opzione”, ha concluso.

Al centro delle osservazioni del Capo dell’Esercito (C Es), Cdt C Thomas Süssli, c’era la “Visione Difesa 2030+”. Essa contiene i seguenti sette argomenti: percezione dell’esercito nella popolazione, profilo delle prestazioni e risorse, personale, leadership, orientamento a lungo termine dell’esercito, digitalizzazione e ruolo futuro dell’esercito e dell’amministrazione militare. Il C Es ha esplicitamente indicato che cercherà l’interazione con la SSU e le unità di milizia per la visione e la strategia. D’altro canto, il C Es ha raccomandato che la SSU partecipi attivamente alla risoluzione della problematica dell’alimentazione degli effettivi dell’esercito e della protezione civile, in attesa del rapporto del Consiglio federale sulla manutenzione nell’estate del 2021.

Nella parte statutaria dell’Assemblea, i delegati hanno approvato all’unanimità tutte le mozioni del Comitato centrale, compresa l’elezione dopo un lungo periodo della prima donna nella persona del maggiore Tamara Moser. Così anche la stessa SSU mostra un segno concreto nella promozione delle donne. Il Presidente col SMG Stefan Holenstein è stato infine confermato per un ulteriore quinto anno, l’ultimo secondo gli statuti.

Ultimo sforzo – combattiamo con perseveranza e determinazione!

Col SMG Stefan Holenstein, président SSO. ASMZ-edizione 09-2020.

In occasione della conferenza stampa dell’11 agosto 2020 a Berna, l’ampio comitato nazionale “SÌ per l’acquisto di nuovi aerei da combattimento” ha annunciato la fase decisiva della votazione. D’ora in poi mancano poco meno di quattro settimane al 27 settembre, settimane in cui la Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) continuerà a dare il massimo per il mantenimento dell’esistenza delle Forze aeree e a lottare per ogni singolo SI.

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Newsletter SSU I/20

Contenuti
1.  Focus SSU 2020: SI all’acquisto dei nuovi aerei da combattimento
2.  Air 2030: tre semplici e avvincenti messaggi 2
3.  AGO dei Delegati SSU il 05.09.2020 a Burgdorf (BE)
4.  La crisi nell’alimentazione dell’Esercito prosegue
5.  Nomina dei candidati alla Presidenza della SSU
6.  Prossimi termini e ringraziamenti

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Grazie ad una campagna ponderata ed energica, ci muoviamo nella giusta direzione

Col SMG Stefan Holenstein, président SSO. ASMZ-edizione 08-2020.

Non restano che 60 giorni fino alla votazione popolare del 27. settembre 2020 . La Società Svizzera degli ufficiali (SSU), unitamente alle proprie organizzazioni, le 24 società d’ufficiali cantonali e le 16 società d’arma, si impegna con forza per l’acquisto dei nuovi aeroplani da combattimento e di riflesso per la protezione della popolazione e la sicurezza del nostro Paese. Possiamo dire sin d’ora: siamo in rotta !

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L’Esercito prosegue rafforzato nella seconda metà del 2020

Col SMG Stefan Holenstein, président SSO. ASMZ-edizione 07-2020.

L’Esercito esce rafforzato dalla persistente crisi Corona. Col proprio impiego nel quadro di COVID-19, esso ha dimostrato di essere l’unica riserva strategica del Paese in mano al Consiglio Federale. Per la Società Svizzera degli Ufficiali (SSU), debbono ora essere tratte le corrette conclusioni dal profilo della politica di sicurezza e dell’Esercito. Approfittiamo di questa buona situazione iniziale !

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Comunicato stampa – Decisione deplorevole da parte del Parlamento!

Berna, 19 giugno 2020 – La Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) prende atto con grande rammarico del sorprendente rifiuto della revisione della Legge sul servizio civile (LSC) nell’ultimo giorno di seduta di oggi. Ciò significa che il Parlamento sta aprendo inutilmente un cantiere e sta quindi mettendo in discussione il precedente modello di successo di un esercito e di un sistema di milizia. La SSU si aspetta ora che il Consiglio federale e il Parlamento trovino nuove vie e soluzioni per uscire rapidamente da questa situazione di stallo.

La SSU si dice essere completamente sorpresa di apprendere della decisione del Parlamento di rinunciare all’inasprimento dello LSC con otto misure. Ciò conferma il diritto di fatto dei giovani svizzeri di scegliere tra il servizio militare e quello civile. La triade dei militari, della protezione civile e del servizio civile, che ha dimostrato il suo valore in linea di principio, è sempre più squilibrata. Le due organizzazioni iniziali di dispiegamento, le forze armate e la protezione civile, hanno dimostrato il loro valore in operazioni legati al COVID-19 con 5.000 militari e altrettanti del personale della protezione civile. Il servizio civile ha svolto solo un ruolo complementare in questo tipo d’impiego. Con la decisione di oggi, però, il problema degli effettivi si aggraverà ulteriormente sia per le forze armate che per la protezione civile.

Tuttavia, la SSU non vede solo gli effettivi messi in discussione, ma anche il modello di successo dell’esercito di milizia e del sistema di milizia in generale, tanto invidiato all’estero. Con la decisione odierna sullo LSC, il Parlamento lo mette indirettamente in discussione. Dal punto di vista della SSU, questo significa: fermare il tutto e analizzarlo di nuovo! Ci aspettiamo ora che il Consiglio federale e il Parlamento propongano nuove soluzioni e opzioni per il mantenimento del servizio militare generale obbligatorio ai sensi dell’articolo 59 della Costituzione federale, ancora valido dal punto di vista costituzionale.

Sia per Corona che per la difesa aerea: l’Esercito deve essere pronto !

Col SMG Stefan Holenstein, président SSO. ASMZ-edizione 06-2020.

Durante la crisi „Corona“, l’Esercito ha finora superato bene la prova storica. Qualcosa può ancora essere migliorato. Soprattutto però la crisi ci insegna che valga la pena essere pronti ad ogni eventualità. Anche per quanto concerne la difesa aerea. La Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) è pronta a combattere per la votazione circa gli aeroplani da combattimento il 27. Settembre 2020 ! Continua a leggere