I delegati confermano il processo di riforma della SSU

Neuchâtel, 17 marzo 2018 – In occasione della loro assemblea annuale tenutasi sabato
a Neuchâtel, i delegati della Società Svizzera degli ufficiali (SSU) hanno incaricato il
comitato centrale di concludere il processo di riforma iniziato un anno fa, con una
revisione degli statuti. Hanno per contro delegato alla loro conferenza dei presidenti
per l’ulteriore elaborazione e la decisione, una risoluzione concernente
l’approvvigionamento dell’armamento. Il Consigliere Federale Guy Parmelin, capo del
DDPS, ha fatto appello agli ufficiali di condividere la decisione del Consiglio Federale
del 9 marzo 2018 a proposito della difesa aerea e di portare il messaggio al popolo.


L’obbiettivo di migliorare l’efficienza dell’approvvigionamento dell’armamento era indiscussa.
La SSU aveva già formulato in una presa di posizione di principio nel 2017 delle richieste
fondamentali. Ne fa parte una sufficiente dotazione dell’autorità di armamento armasuisse. La
conferenza dei presidenti verificherà l’ammontare e l’asse temporale del quadro di
finanziamento. In questo contesto il presidente della SSU, colonnello SMG Stefan Holenstein,
ha confermato ancora una volta il supporto degli 8 miliardi per la difesa dello spazio aereo ed
il tasso di crescita di 1.4% all’anno, per la maggior parte per l’armamento.
« Io ho bisogno di Voi, il nostro Paese ha bisogno di Voi ! »
Il capo del DDPS non era venuto soltanto per ringraziare la SSU, egli ha anche formulato
chiaramente cosa si aspetti dagli ufficiali, così ad esempio il loro supporto per un
mantenimento di un sistema di milizia duraturo, dell’obbligo di servizio generalizzato e per gli
investimenti pianificati nella difesa aerea. Ufficiali sono ambasciatori credibili. Essi possono e
debbono informare le concittadine ed i concittadini circa i compiti dell’Esercito ed il suo effetto
protettivo.
Se la politica ha preso una decisione, è suo compito quale dirigente di occuparsi
dell’implementazione, ha affermato con decisione il capo dell’Esercito, comandante di Corpo
Philippe Rebord. E non ha nascosto che per questo interviene con determinazione anche
presso le Società degli ufficiali. Alla fine conta il risultato. L’Esercito ha già raggiunto molto,
anche grazie alla SSU. Le sfide future possono essere vinte soltanto a ranghi compatti.

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