Difesa aerea integrata: una decisione esitante del Consiglio Federale

Il Consiglio Federale ha definito oggi la modernizzazione delle forze aeree e della difesa terra-aria. Per la Società Svizzera degli ufficiali (SSU) la decisione rappresenta un riconoscimento della difesa aerea integrata ma contemporaneamente il Consiglio Federale fa un passo indietro per quanto concerne il finanziamento.

Per la combinazione di aerei da combattimento e la difesa terra-aria il Consiglio Federale prevede di impiegare CHF 8 miliardi. Con questo quadro finanziario chiaramente insufficiente dal punto di vista della SSU, il Consiglio Federale limita il suo margine di manovra. I costi debbono essere definiti soltanto al momento in cui le varianti proposte dal DDPS sulle possibili procedure a definire lo scopo del rinnovamento di tutti i mezzi della difesa aerea saranno conosciute. In discussione sono tra l‘altro una decisione di pianificazione o una riforma della legge militare, ambedue soggette al referendum facoltativo.

E‘ corretto di non fissare sin d‘ora il numero di aerei da acquistare. Dapprima è necessaria una completa analisi delle esigenze di politica di sicurezza e la qualificazione dei tipi d‘aereo da combattimento possibili. Le cinque aziende interpellate presenteranno dei prodotti con caratteristiche diverse in fase di valutazione. La definizione del quadro finanziario lancia ora la concorrenza. La SSU sostiene la scelta di priorità dell‘arma aerea e dell‘acquisto dei nuovi aerei da combattimento nei prossimi anni.

Per contro la SSU considera con pessimismo il finanziamento previsto degli investimenti negli anni 2023-2032 nell‘ordine di grandezza di CHF 15 miliardi. La prossima sostituzione dei grandi sistemi (blindati ed artiglieria), necessita chiaramente di più mezzi finanziari, per i quali un budget crescente per l‘Esercito di circa 1.4% annualmente non è sufficiente. L‘Esercito quale sistema globale può funzionare soltanto se la prontezza è garantita sia al suolo che in aria. A questo proposito la SSU si attende dal Parlamento correzioni sostanziali.

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