Ulteriore sviluppo dell’esercito

Lo sviluppo attuale dell’armata è stato provocato dal rapporto politico di sicurezza del 23. giugno 2010 e dal rapporto d’armata del 1. ottobre 2010. I cambiamenti delle condizioni generali da parte politica causano insicurezza. Inoltre causano dubbi sul risultato finale del cosi nominato ulteriore sviluppo dell’esercito (USEe) che sempre di più muta in una riforma dell’armata.

In parallelo sono sviluppate varie possibilità con più o meno mezzi, viene praticata una pianificazione di rinuncia, minacciano le chiusure di aeroporti e piazza d’arme e di centri logistici. Tutto questo comporta la perdita di migliaia di posti di lavoro, l’abolizione del sistema d’arme come per esempio i mezzi corazzati e l’artiglieria e la riduzione di giorni di servizio. Eventualmente si deve rivisitare i compiti dell’armata non essendo più in grado di assicurare la difesa del territorio. La SSU condanna questo sviluppo.
La SSU è rappresentata in vari gremi di pianificazione. La situazione di minaccia, i mandati dell’armata e il profilo di potenza dovrebbero tracciare l’evoluzione dell’armataDa analisi risulta che è necessaria una scorta minima di 100’000 militari in servizio e un budget di almeno 5 miliardi per l’adempimento delle sue funzioni. La variante preferita è di 120’000 militari in servizio e di un budget di 1% del BIP. Se si rifiuta il finanziamento le conseguenze sono che associazioni equipaggiate sono troppo poche, la capacità di resistenza insufficiente. Se i mezzi pesanti sono sgomberati l’armata, perde anche il “Savoir faire” nella difensiva. Se i tempi d’istruzione vengono abbreviati, la qualità del rendimento diminuisce. Contemporaneamente nessuno ha dubbi che i cantoni dipendano dall’armata. Il sostegno delle autorità civili sono nel punto più alto nella scala d’impegno. Con riduzione si mette in discussione tutta l’architettura di sicurezza; diventa inevitabile che i cantoni dovrebbero sostenere le conseguenze economiche.

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