Rassegna della SSU e prospettive per il 2017

Stefan-HolensteinColonnello SMG Stefan Holenstein, presidente SSU

In vista della fine dell’anno la Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) analizza i diversi temi nell’agenda della politica militare e di sicurezza e prende posizione in merito.

A luglio 2016 il referendum contro l’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs) è fallito. Il più grande progetto di riforma dopo il fiasco di «Esercito XXI» può pertanto entrare in vigore, tuttavia la trasformazione va attuata rigorosamente e deve essere garantito il finanziamento. Inoltre, un altro importante fattore di successo è rappresentato dalla copertura dell’effettivo dell’esercito.
La SSU si è prefissa di accompagnare attentamente e attivamente il processo di attuazione dell’USEs mantenendo un approccio critico e costruttivo, in appositi gruppi di lavoro e comitati che rimangono in parte ancora da definire. L’attuazione deve avere esito positivo.

Rapporto sulla politica di sicurezza del 2016
La SSU considera il rapporto sulla politica di sicurezza del 2016 (RAPOLSIC 2016) come un’occasione mancata per sviluppare una strategia a lungo termine in materia di politica della sicurezza. Per questo motivo, a novembre 2016 ha ribadito le proprie richieste in occasione della consultazione della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati. In particolare manca materialmente una deduzione rigorosa delle conoscenze e conseguenze strategiche nonché un’analisi approfondita degli scenari indicanti i principali sviluppi della situazione più pericolosi. Il rapporto va pertanto rielaborato.

Difesa contraerea terra-aria
L’esercito svizzero ha urgente bisogno di una difesa contraerea terra-aria. Il progetto sospeso DTA 2020 mira a elaborare le basi per la futura difesa contraerea terra-aria e valutare il rispettivo sistema DCA. Il recente rapporto di Kurt Grüter sulla sospensione non evidenzia alcun difetto a livello di processo e di approvvigionamento.
Il protrarsi della sospensione è una situazione altamente insoddisfacente per la SSU, perché porta a un’effettiva congestione di altri progetti di approvvigionamento e, in un’ultima analisi, mette a rischio l’importante sistema complessivo della difesa aerea.

Acquisto di un nuovo aviogetto da combattimento
La salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo svizzero da parte delle Forze aeree svizzere è di fondamentale importanza nel quadro della politica di sicurezza. Nel 2025 la flotta di F/A-18 giungerà alla fine del suo ciclo di vita previsto. A quel punto dovrà essere sostituita l’intera flotta di aerei da combattimento delle Forze aree (54 Tiger e 30 F/A-18). Dalla prima valutazione all’acquisto di un nuovo aviogetto da combattimento passano anni. La SSU fa parte del gruppo d’accompagnamento per l’acquisto di un nuovo aviogetto da combattimento e chiede con forza che siano messi a disposizione i mezzi e le risorse necessari per la realizzazione del sistema complessivo comprendente gli elementi difesa aerea, ricognizione, combattimento al suolo, difesa contraerea terra-aria nonché i mezzi pesanti dell’esercito (artiglieria, truppe blindate e fanteria meccanizzata), l’aiuto alla condotta e la logistica.

Industria e approvvigionamento degli armamenti
Un’industria degli armamenti nazionale forte assicura il mantenimento dei sistemi dell’esercito esistenti così come il know-how e il trasferimento delle conoscenze necessari a tal fine. In caso di crisi, ciò garantisce anche la necessaria indipendenza. Per questo motivo, l’industria degli armamenti rappresenta un pilastro importante della politica di sicurezza svizzera. La SSU vuole essere coinvolta ancor più attivamente nell’approvvigionamento per fornire un contributo positivo agli imminenti rinnovi e alle sostituzioni dei sistemi attuali.

Sistema di milizia
A giudizio della SSU, è necessario impegnarsi maggiormente affinché il nostro sistema di milizia rimanga – come dicono in molti – il migliore di tutti. Infatti, stiamo perdendo troppi responsabili ben istruiti che voltano le spalle a una carriera militare. Oggi, di fatto, la scelta è tra il servizio civile definito più allettante e il servizio militare caratterizzato da molte sfide e privazioni. Non può e non deve essere così. La SSU si adopera fortemente affinché si giunga a una rapida soluzione di questo problema spinoso. È importante che lo spirito di milizia sia promosso con maggior enfasi.

Comunicazione
La misura probabilmente più impellente nel settore della politica militare riguarda la comunicazione. La SSU ritiene che vi sia ancora una notevole necessità di intervento su questo fronte. Non si tratta soltanto di colmare le lacune in fatto di trasparenza e comunicazione riguardo ai grandi progetti e ai relativi processi (si pensi ad esempio a DTA 2010). La questione è piuttosto quella di garantire una comunicazione chiara ed esplicativa. La società e l’opinione pubblica devono essere maggiormente sensibilizzate circa l’importanza e il valore del servizio per la sicurezza e la difesa del nostro paese. Qui è chiamato in causa soprattutto l’esercito. La SSU continuerà la sua opera di convincimento per ampliare il sostegno a favore di un esercito di milizia forte.

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