Riflessione sulle virtù degli ufficiali

Stefan-HolensteinColonnello SMG Stefan Holenstein, presidente SSU

Il giorno in cui sono stato eletto alla carica di presidente della SSU ho pensato: vorrei fare della SSU la voce degli ufficiali svizzeri, fortificarla ed evolverla in quanto autorità in materia di politica di sicurezza. Durante i primi quattro mesi di mandato non mi posso certamente lamentare di difetti o carenze in quanto a tematiche e opportunità. 

Infatti, se guardiamo alle numerose e importanti sfide determinanti in termini di politica di sicurezza e militare, il 2016 sta procedendo con il vento in poppa. Basti pensare alla votazione parlamentare finale sul cosiddetto ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs) con la relativa copertura materiale e dell’effettivo, al rapporto sull’obbligo di servizio, alla sospensione del progetto militare DTA 2020, alla preparazione della valutazione su un nuovo aereo da combattimento, al rapporto sulla politica di sicurezza del 2016 o, ancora, alla nuova legge sulle attività informative.

Posso affermare, con una certa soddisfazione, che la SSU ha avuto successo non solo grazie al lavoro concreto del comitato, della segreteria generale e dei gruppi di lavoro, ma anche per merito del sostegno decisivo delle società cantonali e locali degli ufficiali e delle società d’arma. Nel bel mezzo della dialettica militare, politica, sociale ed economica, abbiamo potuto posizionarci assai bene, su tutto il territorio svizzero, quale organizzazione di ampia rappresentanza, aperta al dialogo e dal carattere critico ma costruttivo.

Meno soddisfacenti sono stati, invece, gli eventi, verificatisi all’inizio del mio mandato, in merito alle indiscrezioni sul progetto DTA e alle riprese in segreto di un intervento del capo dell’esercito nell’ambito di un seminario per uff SMG. In definitiva, tali incidenti di percorso vanno a danneggiare l’intero corpo degli ufficiali. Allo stesso modo non mi sono rallegrato della discussione, talvolta imparziale e sbilanciata, guidata dai sostenitori del referendum sull’USEs.

Auspico pertanto, per il tempo restante del mio mandato, di fermarci un attimo e riflettere sulle virtù degli ufficiali: rispetto, apertura e onestà reciproci, atteggiamento responsabile e consapevole nel trattamento delle informazioni e piena lealtà nel sostenere le decisioni prese. O, detto con le parole della SSU, teniamo fede, insieme, ai nostri valori ormai attestati da 180 anni: credibilità, dedizione e lealtà!

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